Come Stendere un Tappeto Erboso in Rotoli

Se vuoi avere un prato in poco tempo e con poca fatica ti consiglio di provare il tappeto erboso in rotoli. Risulta essere un metodo sempre più utilizzato per la sua praticità ed è facilmente utilizzabile da tutti. Il periodo primaverile è quello giusto per effettuare questa operazione che richiede, però, qualche cura preliminare.

Per prima cosa devi procedere con la preparazione a fondo del terreno se è la prima volta che lo fai. Dopo aver tolto a mano le pietre o i sassi più grossi procedi con una vangatura ad una profondità di quindi centimetri. Se la superficie da trattare è estesa ti consiglio di usare un motocoltivatore. Se il terreno è particolarmente duro aggiungi della sabbia nella percentuale di un metro cubo ogni cento mq di superficie.

Una volta che avrai finito di preparare il terreno in profondità è il momento di frantumare le zolle più grandi con la vanga o il rastrello. A questo punto puoi procedere con il rastrellamento del terreno per rendere la superficie uniforme. Metti quattro picchetti agli angoli del terreno e uniscili con una corda: in questo modo quando metterai le prime strisce di prato saranno allineate.

Metti in posa i rotoli facendoli aderire bene al terreno. Man mano che procedi appoggiati su un asse per evitare di rovinare i rotoli già posati. Cerca di far combaciare le varie zolle adagiate facendo molta attenzione che non rimangano spazi vuoti. Per ultimo devi procedere a rullare tutta la superficie.

Bonsai in Inverno – Cosa Fare

Oggi vorrei suggerirvi qualche accortezza per proteggere i bonsai dal freddo dell’inverno. Rispetto alle piante normali, infatti, le loro radici sono meno protette, e quindi possono soffrire di più.

L’ideale sono serre o serrette, anche realizzate in modo casalingo con scatole di polistirolo, teli protettivi o qualcosa del genere. L’importante è che lascino circolare l’aria, ma proteggano dai venti e dalle gelate e permettano un certo sbalzo di calore e di luminosità tra giorno e notte. Controllate l’umidità del terreno e innaffiate la mattina, per evitare che il freddo notturno faccia gelare l’acqua; fate attenzione a non lasciare acqua stagnante nei vasi.

Non proteggeteli troppo presto: valutate il tipo di pianta. Le specie tropicali, o le piante che per qualche motivo sono più deboli o sofferenti, vanno protette in modo totale, portandole in casa. Di contro, le conifere possono sopportare senza problemi temperature fino a -4 gradi.

Le caducifoglie vanno protette, ma non subito, devono essere esposte alle prime gelate, perché il freddo serve per differenziare le gemme e fare in modo che alcune producano fiori e frutti. Attenzione, a proposito, che la pianta non metta le gemme mentre si trova sotto la protezione: quando sperimenteranno la luce intensa fuori dalla serretta non saranno pronte e resteranno danneggiate.

Potare un Rosaio a Cespuglio

Se avete rosai a cespuglio o ad alberello, infatti, questo è il momento di metter mano alle cesoie.
Come regola generale, il taglio va praticato a non più di 6-8 millimetri al di sopra di una gemma, con robuste forbici da potatore, ben affilate. Infatti è molto importante che il taglio sia netto, senza sfilacciature. Bisogna fare attenzione alla distanza: se tagliamo troppo vicino alla gemma rischiamo di danneggiarla, mentre se stiamo troppo lontani il moncone dello stelo rischia di seccare.

Il taglio deve essere angolato verso il basso dalla parte opposta rispetto alla gemma, in modo che l’umidità possa defluire.
Se dovesse spuntare una seconda gemma vicino al taglio, individuiamo la più debole tra le due e togliamola, con un coltello affilato.

La potatura di un rosaio a cespuglio prevede tre momenti fondamentali:

asportazione dei rami morti – se alcuni sembrano morti, deperiti o ammalati, non facciamoci remore a tagliarli via;

eliminazione dei rami deboli o sottili – i rami più deboli portano via alimentazione a quelli forti ed è difficile che diani fiori, quindi è meglio asportarli, tagliando nel punto di attacco con un ramo forte;

taglio dei rami che si incrociano e si sfregano – bisogna che la luce e l’aria possano penetrare nel cespuglio. Quindi, se due rami si incrociano, individuiamo il più debole e tagliamolo senz remore, all’altezza di una gemma.

In generale, più la potatura sarà vigorosa più le nostre rose saranno grandi e ben formate, un consiglio è potare in modo più drastico i rosai ad alberello e gli ibridi di tea. Buona potatura a tutti!

Come Potare il Glicine

La potatura del glicine è importante per avere una fioritura bella e romantica, di quelle che ogni primavera fanno sospirare la nostra Clematidia. In generale dona alla pianta maggiore eleganza e bellezza, e soprattutto serve a farla sviluppare nella direzione che desideriamo: infatti il glicine, soprattutto se è in terra, può svilupparsi con grande vigore e addirittura causare dei danni, infilandosi tra le tegole, scalzando le mattonelle, addirittura avvolgendo e stritolando le tubature. Risulta essere importante quindi “domarlo” con una potatura decisa.

Il glicine va potato due volte all’anno

In estate accorcia i rami laterali e quelli secchi, riduci i rametti nuovi fino a 30 centimetri dal ramo principale (a meno che tu non voglia farli crescere per andare a riempire una zona con pochi rami) ed elimina tutti i polloni e i rami alla base del tronco;

In inverno taglia energicamente. Elimina tutte le parti secche e deboli. Individua i rami con le gemme a fiore: le riconoscerai perché in questa fase sono più panciute e pelose di quelle vegetative, che invece sono più sottili, quasi del tutto lisce e schiacciate contro il ramo. I rami che portano gemme a fiore vanno tagliati dopo 6 o 7 gemme, mentre quelli che hanno solo (o quasi solo) gemme vegetative vanno potati più vigorosamente, lasciandone solo 3 o 4. Negli esemplari giovani, mantieni tra i rami uno spazio di 45-60 centimetri, sfoltendoli negli anni successivi. Non aver paura di tagliare: renderai il tuo glicine più forte e vigoroso, te ne sarà grato e ti ricompenserà con una splendida fioritura.

Come Coltivare il Basilico

Oggi volevo parlare con voi di una pianta aromatica molto usata in cucina. Non so se siete d’accordo anche voi, ma avere a disposizione le piante aromatiche sul proprio balcone o nel proprio giardino è un grande stimolo per la fantasia gastronomica. Quindi, anche questa volta non mi lascerò sfuggire l’occasione di piantare il basilico.
Si trovano in vendita anche i vasetti preseminati, che permettono di cominciare a raccogliere presto; aprile però è anche un ottimo momento per la semina vera e propria.

Se seminiamo in vaso, ci conviene sceglierne uno largo e non troppo profondo, e utilizzare un terriccio specifico per piante aromatiche; altrimenti, possiamo anche seminare il basilico in terra. Se fa ancora freddo, a volte preferisco seminare sottovetro e poi trapiantare più avanti la piantina nella collocazione definitiva. In ogni caso, comincio arando bene il terreno e poi dispongo i semi a circa 15 o 20 centimetri di distanza. Da qui in poi, è tutto facile: basta mantenere il substrato non troppo secco e non troppo bagnato, innaffiando con due o tre bicchieri d’acqua alla settimana. Per maggiori dettagli è possibile leggere questa guida sulla coltivazione del basilico sul sito Coltivare.net.

La raccolta si può fare al momento stesso del consumo… di solito infatti è Clematidia che, mentre cucina, esce in giardino e si procura il basilico di cui ha bisogno! Si possono staccare singole foglie o, meglio ancora, prendere le cime del basilico, che non andrebbero lasciate sulla pianta troppo a lungo. Se non le cogliessimo, infatti, finirebbero per fiorire, e la pianta impiegherebbe tutte le sue energie per la produzione dei semi. Così, invece, avremo a disposizione le cime di basilico, esteticamente molto piacevoli anche in tavola, e permetteremo alla pianta di continuare a produrre foglie profumate. L’unica attenzione che dobbiamo avere è nel modo di raccogliere la cima: la parte che asportate dovrebbe essere alta due o tre centimetri, ma la cosa più importante è che appena sotto il vostro taglio ci siano già pronte altre due minuscole foglioline, pronte a crescere e sostituire quelle che abbiamo preso.

Invece, prima del gelo conviene fare una raccolta più seria, tagliando la pianta fino a un’altezza di 15 centimetri. Le foglie, lavate e asciugate bene, possono essere conservate in vari modi: essiccate, o surgelate in un sacchettino di plastica, oppure ancora sott’olio. Basta metterle in un vasetto ermetico con un po’ di sale grosso e del buon olio extravergine: avremo a disposizione sia le foglie che dell’ottimo olio aromatizzato!