Vasca Idromassaggio – Come Funziona e Quanto Costa

La vasca idromassaggio era, fino a non molti anni fa, accessorio di lusso, giusto complemento di una casa arredata con stile e con mobili di alto pregio.

Oggi la situazione non è più la medesima e la scelta di dotare il proprio bagno di un vasca idromassaggio è, se non alla portata di tutti, sicuramente più abbordabile.

Il potere di una vasca idromassaggio è quello di regalare benessere e relax, l’ideale dopo una dura giornata di lavoro oppure durante una tranquilla domenica mattina dedicata alla cura di sè stessi.

Esistono vasce idromassaggio per più persone, in grado di accogliere la coppia o, nel caso di quelle più evolute, e costose, che accolgono fino a quattro persone, che stanno sedute comodamente a godere degli effetti benefici del massaggio.

Le sponde di una vasca idromassaggio di ultima generazione si possono alzare in modo da creare uno schienale di appoggio ed usufruire del massaggio della vasca per i piedi mentre, normalmente, restando sdraiati, si gode del massaggio lungo tutto il corpo.

Regina assoluta, in tutto il mondo, è senza dubbio l’azienda Jacuzzi, ormai addirittura diventato sinonimo di vasca idromassaggio di lusso. Particolarmente affascinante è il modello a terra, ossia integrato nel pavimento, che ovviamente richiede un intervento a livello di muratura che ne rende indicata l’installazione in fase di ristrutturazione di un appartamento.

Il prezzo di una vasca economica può partire da circa 1000 euro mentre il prezzo di una Jacuzzi base va dai 2500 euro a salire, ovviamente esclusi i lavori di installazione della vasca.

Bonsai in Inverno – Cosa Fare

Oggi vorrei suggerirvi qualche accortezza per proteggere i bonsai dal freddo dell’inverno. Rispetto alle piante normali, infatti, le loro radici sono meno protette, e quindi possono soffrire di più.

L’ideale sono serre o serrette, anche realizzate in modo casalingo con scatole di polistirolo, teli protettivi o qualcosa del genere. L’importante è che lascino circolare l’aria, ma proteggano dai venti e dalle gelate e permettano un certo sbalzo di calore e di luminosità tra giorno e notte. Controllate l’umidità del terreno e innaffiate la mattina, per evitare che il freddo notturno faccia gelare l’acqua; fate attenzione a non lasciare acqua stagnante nei vasi.

Non proteggeteli troppo presto: valutate il tipo di pianta. Le specie tropicali, o le piante che per qualche motivo sono più deboli o sofferenti, vanno protette in modo totale, portandole in casa. Di contro, le conifere possono sopportare senza problemi temperature fino a -4 gradi.

Le caducifoglie vanno protette, ma non subito, devono essere esposte alle prime gelate, perché il freddo serve per differenziare le gemme e fare in modo che alcune producano fiori e frutti. Attenzione, a proposito, che la pianta non metta le gemme mentre si trova sotto la protezione: quando sperimenteranno la luce intensa fuori dalla serretta non saranno pronte e resteranno danneggiate.

Come Conservare le Erbe Aromatiche

Oggi spieghiamo come conservare le erbe aromatiche.

Raccogli le foglie delle tue erbe aromatiche in un giorno non troppo umido, al mattino presto, e lavale molto bene. Per le piante con foglie molto grandi, come menta e alloro, separa le foglie dai rametti e scarta quelle malate o appassite, poi disponi quelle sane su una trama di fili di ferro oppure su fogli di giornale. Per le piante con foglie più piccole, come rosmarino e timo, legale in mazzetti e avvolgili in una pezza di mussola, poi appendili.

Quando le avrai preparate, dovrai lasciare le tue erbe aromatiche in una stanza ben arieggiata, ma con le finestre oscurate, in modo che il sole non possa scolorire le foglie. La temperatura dovrebbe essere mantenuta abbastanza costante, intorno ai 21 gradi, finché le foglie non si raggrinziscono.

Se non disponi di una stanza di questo genere, puoi usare il forno. Per prima cosa, dovrai avvolgere le erbe in una pezza di mussola e immergerle in acqua a bollore per un solo minuto. Dopodiché, strizzale bene e disponile su una griglia che lasci circolare l’aria. Programma il forno in modo che, a sportello aperto, la temperatura rimanga tra i 45 gradi e i 55 gradi. Perché le foglie vengano disidratate e si raggrinziscano ci vorrà circa un’ora.

In ogni caso, quando le tue erbe saranno essiccate dovrai sminuzzarle, o addirittura ridurle in polvere, e conservarle in vasi ermetici e possibilmente dotati di vetro scuro, per evitare che le foglie perdano colore.

C’è una piccola variante nel caso del prezzemolo: per conservarne il colore, devi legarlo in mazzetti, immergerlo in acqua bollente per un minuto, poi strizzarlo e disporlo sul piatto del forno con un foglio metallico sotto. Lo lascerai lì per un minuto, alla temperatura di 200 gradi, poi lo estrarrai e lascerai raffreddare il forno fino a 115 gradi. A questo punto, il prezzemolo va rimesso nel forno e lasciato lì finché non sarà essiccato completamente.

Potare un Rosaio a Cespuglio

Se avete rosai a cespuglio o ad alberello, infatti, questo è il momento di metter mano alle cesoie.
Come regola generale, il taglio va praticato a non più di 6-8 millimetri al di sopra di una gemma, con robuste forbici da potatore, ben affilate. Infatti è molto importante che il taglio sia netto, senza sfilacciature. Bisogna fare attenzione alla distanza: se tagliamo troppo vicino alla gemma rischiamo di danneggiarla, mentre se stiamo troppo lontani il moncone dello stelo rischia di seccare.

Il taglio deve essere angolato verso il basso dalla parte opposta rispetto alla gemma, in modo che l’umidità possa defluire.
Se dovesse spuntare una seconda gemma vicino al taglio, individuiamo la più debole tra le due e togliamola, con un coltello affilato.

La potatura di un rosaio a cespuglio prevede tre momenti fondamentali:

asportazione dei rami morti – se alcuni sembrano morti, deperiti o ammalati, non facciamoci remore a tagliarli via;

eliminazione dei rami deboli o sottili – i rami più deboli portano via alimentazione a quelli forti ed è difficile che diani fiori, quindi è meglio asportarli, tagliando nel punto di attacco con un ramo forte;

taglio dei rami che si incrociano e si sfregano – bisogna che la luce e l’aria possano penetrare nel cespuglio. Quindi, se due rami si incrociano, individuiamo il più debole e tagliamolo senz remore, all’altezza di una gemma.

In generale, più la potatura sarà vigorosa più le nostre rose saranno grandi e ben formate, un consiglio è potare in modo più drastico i rosai ad alberello e gli ibridi di tea. Buona potatura a tutti!

Come Potare il Glicine

La potatura del glicine è importante per avere una fioritura bella e romantica, di quelle che ogni primavera fanno sospirare la nostra Clematidia. In generale dona alla pianta maggiore eleganza e bellezza, e soprattutto serve a farla sviluppare nella direzione che desideriamo: infatti il glicine, soprattutto se è in terra, può svilupparsi con grande vigore e addirittura causare dei danni, infilandosi tra le tegole, scalzando le mattonelle, addirittura avvolgendo e stritolando le tubature. Risulta essere importante quindi “domarlo” con una potatura decisa.

Il glicine va potato due volte all’anno

In estate accorcia i rami laterali e quelli secchi, riduci i rametti nuovi fino a 30 centimetri dal ramo principale (a meno che tu non voglia farli crescere per andare a riempire una zona con pochi rami) ed elimina tutti i polloni e i rami alla base del tronco;

In inverno taglia energicamente. Elimina tutte le parti secche e deboli. Individua i rami con le gemme a fiore: le riconoscerai perché in questa fase sono più panciute e pelose di quelle vegetative, che invece sono più sottili, quasi del tutto lisce e schiacciate contro il ramo. I rami che portano gemme a fiore vanno tagliati dopo 6 o 7 gemme, mentre quelli che hanno solo (o quasi solo) gemme vegetative vanno potati più vigorosamente, lasciandone solo 3 o 4. Negli esemplari giovani, mantieni tra i rami uno spazio di 45-60 centimetri, sfoltendoli negli anni successivi. Non aver paura di tagliare: renderai il tuo glicine più forte e vigoroso, te ne sarà grato e ti ricompenserà con una splendida fioritura.