Rogito – In Cosa Consiste e a Cosa Serve

Il rogito, nome abbreviato per identificare il Rogito Notarile, è l’atto conclusivo della trattativa di una compravendita immobiliare. E’, di fatto, l’atto di vendita. Mediante il rogito, un immobile passa in modo definitivo dal proprietario vecchio a quello nuovo.

A stilare il rogito è il notaio, scelto come pubblico ufficiale di fiducia da parte del compratore. Nel documento del rogito occorre individuare l’immobile oggetto della compravendita, con tutti gli elementi necessari ad inquadrarlo da un punto di vista legale e materiale.

L’atto di vendita deve essere firmato, oltre che dal notaio, anche da tutti gli attori coinvolti nella compravendita: se, infatti, si tratta di una multiproprietà, occorre la firma di tutti i proprietari, così come nel caso in cui gli acquirenti siano più di uno.

Risulta essere il notaio, preliminarmente, a verificare che l’immobile oggetto di vendita, non sia gravato da ipoteche o da pratiche di condono edilizio, così come appare sul compromesso. Nel caso in cui, invece, non è richiesto l’intervento del notaio per appurare queste informazioni, il notaio si occupa di registrare le dichiarazioni del venditore senza avere quindi la responsabilità lagale che tali dichiarazioni siano vere.

Lo studio notarile registra l’atto entro venti giorni dall stipula dell’atto, prendendosi carico anche del pagamento delle imposte dovute, oltre alla trascrizione presso l’Agenzia del Territorio. In caso contrario, oltre il trentesimo giorno, egli sarà tenuto al risarcimento di eventuali danni causati per la propria imperizia.

La documentazione indispensabile per il rogito, che il notaio deve esigere alla firma, è la seguente:

Carta d’identità, codice fiscale, rogito di acquisto precedente, eventuali licenze e concessioni edilizie, certificato di abitabilità e di agibilità, eventuali domande di condono edilizio con ricevute di pagamento, concessioni in sanatoria, planimetrie dell’immobile e certificati catastali.

Come Coltivare il Basilico

Oggi volevo parlare con voi di una pianta aromatica molto usata in cucina. Non so se siete d’accordo anche voi, ma avere a disposizione le piante aromatiche sul proprio balcone o nel proprio giardino è un grande stimolo per la fantasia gastronomica. Quindi, anche questa volta non mi lascerò sfuggire l’occasione di piantare il basilico.
Si trovano in vendita anche i vasetti preseminati, che permettono di cominciare a raccogliere presto; aprile però è anche un ottimo momento per la semina vera e propria.

Se seminiamo in vaso, ci conviene sceglierne uno largo e non troppo profondo, e utilizzare un terriccio specifico per piante aromatiche; altrimenti, possiamo anche seminare il basilico in terra. Se fa ancora freddo, a volte preferisco seminare sottovetro e poi trapiantare più avanti la piantina nella collocazione definitiva. In ogni caso, comincio arando bene il terreno e poi dispongo i semi a circa 15 o 20 centimetri di distanza. Da qui in poi, è tutto facile: basta mantenere il substrato non troppo secco e non troppo bagnato, innaffiando con due o tre bicchieri d’acqua alla settimana. Per maggiori dettagli è possibile leggere questa guida sulla coltivazione del basilico sul sito Coltivare.net.

La raccolta si può fare al momento stesso del consumo… di solito infatti è Clematidia che, mentre cucina, esce in giardino e si procura il basilico di cui ha bisogno! Si possono staccare singole foglie o, meglio ancora, prendere le cime del basilico, che non andrebbero lasciate sulla pianta troppo a lungo. Se non le cogliessimo, infatti, finirebbero per fiorire, e la pianta impiegherebbe tutte le sue energie per la produzione dei semi. Così, invece, avremo a disposizione le cime di basilico, esteticamente molto piacevoli anche in tavola, e permetteremo alla pianta di continuare a produrre foglie profumate. L’unica attenzione che dobbiamo avere è nel modo di raccogliere la cima: la parte che asportate dovrebbe essere alta due o tre centimetri, ma la cosa più importante è che appena sotto il vostro taglio ci siano già pronte altre due minuscole foglioline, pronte a crescere e sostituire quelle che abbiamo preso.

Invece, prima del gelo conviene fare una raccolta più seria, tagliando la pianta fino a un’altezza di 15 centimetri. Le foglie, lavate e asciugate bene, possono essere conservate in vari modi: essiccate, o surgelate in un sacchettino di plastica, oppure ancora sott’olio. Basta metterle in un vasetto ermetico con un po’ di sale grosso e del buon olio extravergine: avremo a disposizione sia le foglie che dell’ottimo olio aromatizzato!

Come Seminare i Ravanelli

Le prime semine di ravanelli si possono fare tra fine gennaio e inizio marzo, quindi vedi che siamo proprio nel periodo giusto. Dovrai però seminare sotto un tunnel di plastica per proteggere le piantine dal freddo ancora intenso; intorno a marzo, se le temperature avranno cominciato a salire, potrai aprirlo.

Per seminare i ravanelli, dovrai scegliere un terreno leggero e fertile e fare dei piccoli solchi profondi circa 1,5 centimetri. Ricorda che non devono essere troppo vicini: se semini abbastanza rado, non avrai bisogno di sfoltire le piantine in seguito. Dopo aver sparso i semi, ricopri i solchi con circa un centimetro di terra e innaffia moderatamente.

Potrai continuare a seminare i ravanelli, all’aperto, da marzo a settembre, con l’attenzione nei mesi estivi di scegliere posizioni fresche e ombreggiate e di innaffiare regolarmente, i ravanelli non devono soffrire di siccità.

Raccoglili quando saranno abbastanza grandi, ma non aspettare troppo. In questo modo potrai mettere sempre in tavola ravanelli deliziosi e croccanti!

Come Conservare la Frutta

La frutta è buonissima, ma spesso, soprattutto quella che coltiviamo noi, è legata alla stagionalità.

Per fortuna esistono dei metodi di conservazione della frutta per soddisfare i nostri desideri tutto l’anno.

Se vi va, ne parliamo un po’, e magari voi mi dite se ne conoscete degli altri.

Marmellata o confettura – Si fa cuocere la frutta con lo zucchero e – a volte – con piccole quantità di altri ingredienti, finché il succo e lo zucchero sciolto non formano uno sciroppo consistente. La cottura dura circa una o due ore, a fuoco basso, e bisogna mescolare costantemente con un cucchiaio di legno. Un trucco per non far cristallizzare lo zucchero durante la cottura è lasciar riposare la frutta in succo di limone prima di cominciare.

Gelatina – Le gelatine si ottengono facendo bollire il succo della frutta in uno sciroppo di acqua e zucchero. Raffreddandosi, il prodotto si solidifica e può essere conservato in barattoli di vetro, come le marmellate.
Per ottenere una gelatina limpida, bisogna che il succo non contenga tracce di polpa, buccia o semi. Per assicurarsene, la cosa migliore è mettere la frutta in un sacchetto di garza e lasciar sgocciolare a lungo, senza spremere con le mani per non intorbidire il succo.

Frutta sotto alcol – L’alcol conserva la frutta perché ha un’azione disidratante e sterilizzante, che blocca la proliferazione dei batteri. Si mette la frutta in un barattolo che va riempito di alcol a 90°, a cui va aggiunto uno sciroppo di zucchero. Dopodiché, bisogna aspettare… queste conserve diventano sempre più buone con il passar del tempo!

Frutta sciroppata – La frutta, intera o a pezzi, va cotta brevemente e ricoperta con uno sciroppo di acqua e zucchero. La preparazione di questo sciroppo varia da ricetta a ricetta, ma l’importante è che non cuocia troppo a lungo, altrimenti diventerà scuro e si solidificherà dopo essere stato versato sulla frutta.
La frutta sciroppata è buonissima ma dura meno delle marmellate: bisogna conservarla in frigorifero e consumarla entro tre mesi!

Come Seminare le Carote

Seminare le carote è piuttosto semplice, in questa guida spieghiamo come fare.

Ti servirà un terreno leggero e sciolto, quindi abbastanza sabbioso, senza sassi o ghiaia, le radici devono essere libere di crescere, e con un pH neutro.
Puoi seminare le varietà precoci già tra febbraio e marzo, ma se fa molto freddo ti conviene aspettare ancora qualche settimana, oppure seminare sotto delle campane di vetro.

Scava dei solchi di circa 2 cm, distanziati di 15 cm l’uno dall’altro. Semina e copri con uno strato di terreno.
Quando cominciano ad apparire le prime foglie interamente formate, comincia a sfoltire e continua finché non restano 5-12 cm tra una pianta e l’altra. Annaffia quanto basta per mantenere umido il terreno.

Quando avranno raggiunto le dimensioni tipiche della loro varietà, è il momento di raccoglierle: se si aspetta troppo potrebbero diventare legnose. Sarebbe un vero peccato.

Seminare le carote è quindi semplice.