Come Comportarsi a Tavola

Le buone maniere sembrano essere state dimenticate da tutti. Più che una guida, questo vuole essere un invito al ritorno all’educazione e al buon comportamento a tavola. Memorizza le poche regole di bon ton e comportati bene a pranzo e a cena con amici.

La postura è fondamentale a tavola. Porta le gambe sotto il tavolo e fai in modo che non sporgano lateralmente alla sedia. Anche se questa presenta dei poggia-piedi non usarli. Risulta essere importante che durante tutto il tempo dell’alimentazione non appoggi i gomiti lateralmente al piatto. Al massimo è tollerata la presenza di un solo gomito. Mentre mangi i tuoi avambracci potranno poggiare all’angolo del tavolo. “Stai dritto con la schiena” in ogni momento della giornata ma a tavola ancora di più.

Siediti in modo corretto solo dopo aver fatto accomodare la tua signora e non sederti mai e non iniziare mai a mangiare prima della padrona di casa. Una volta che ti sei seduto prendi il tovagliolo (non stenderlo del tutto, aprilo per formare un rettangolo) e poggialo sulle tue gambe. Adopera il tovagliolo sempre prima di bere per non lasciare alcun alone sui bordi del bicchiere.

Fai attenzione a non poggiare il cellulare sulla tovaglia. Mettilo via, lascialo nella tasca della giacca o nella borsetta, ma non tenerlo a tavola. Se sei al ristorante e sono previste più portate, le posate vanno riposte nel piatto seguendo una regola facile: poggiale come se il piatto fosse il quadrante di un orologio e le posate le lancette che indicano le 4:20.

Risulta essere banale ma è fondamentale deglutire prima di parlare. Non si parla mai a bocca piena o a limite, se hai poca quantità di cibo, puoi coprirti la bocca con una mano.

Altri piccoli accorgimenti possono rivelarsi molto utili. Stai attento a non fare rumore e a non piegare il collo all’indietro quando bevi (cattiva abitudine che hanno molti) e per i piatti comuni non usare mai le tue posate personali per prendere la tua porzione di vivande. Se sono servite olive o frutta come ciliegie, il nocciolo va riposto nel piato con discrezione: depositalo nel tuo pugno chiuso e poi poggialo nel piatto.

Come Costruire una Casetta per gli Attrezzi

In questa guida illustro come costruire una casetta in legno per gli attrezzi da utilizzare in giardino o su di un terrazzo.Tutto il materiale usato è tranquillamente reperibile nei centri fai da te. Il metodo di costruzione che ho utilizzato è paragonabile a quello utilizzato per la costruzione di una casa: fondazioni, pilastri, pareti e tetto.

Il lavoro, che di seguito illustro, prevede l’utilizzo di molti attrezzi tra cui alcuni pericolosi per l’incolumità personale. Sono la troncatrice e il seghetto alternativo. Un’atteggiamento vigile e reattivo e piena padronanza degli utensile sono i requisiti fondamentali per utilizzarli con sicurezza. Leggete il manuale di istruzioni, informatevi ed eventualmente eseguite delle prove con persone che già li conoscono. Indossate, inoltre, occhiali protettivi e guanti da lavoro.

Costruire una casetta per gli attrezzi in legno, senza l’utilizzo di una soluzione prefabbricata, prevede una buona dose di manualità e destrezza soprattutto nell’adattare i pezzi alle proprie esigenze. Risulta essere previsto l’utilizzo di attrezzi come la sega circolare o il seghetto alternativo di cui è fondamentale una buona conoscenza. Il livello di difficoltà è quindi difficile.

Il materiale necessario, di cui si ha bisogno, è il seguente: travi per la struttura portante adeguate alla dimensioni (indicativamente, per una casetta di 6-7mq costruita con tavole di pino o abete da 2/3 cm. di spessore, risultano sufficienti travetti della sezione 5cmx5m); tavole di pino o abete dello spessore di 2,5 cm circa, pre impregnate in autoclave; viti autofilettanti, per l’assemblaggio delle tavole alle travi e di quest’ultime tra di loro e piattine di ferro ad L; impregnante; carta vetrata; tegole bituminose canadesi.

Gli attrezzi di cui avrò bisogno sono: metro, matita, martello da carpentiere e di gomma, sega, troncatrice, serie di giraviti o avvitatore, seghetto alternativo, serie punta per legno.

Ideare e poi costruire dal nulla, richiede un’elaborazione mentale del progetto e poi la stesura su carta di un disegno, anche semplice, con relative misure. Per la costruzione di questa casetta, ovviamente, non ci si può esimere dal farlo. Quindi armiamoci di carta e matita e facciamo un disegno del progetto con le misure esatte in modo tale da calcolare anche il materiale occorrente per evitare sprechi. Il primo passo è la costruzione della base di appoggio. Sarà il posto dove cammineremo e appoggeremo il materiale che accatasteremo all’interno della casetta quindi dovrà avere una certa consistenza. Ho tagliato 5 travetti da 5cmx5cm della lunghezza occorrente e li ho stesi a terra parallelamente ad una distanza di circa 50 cm l’uno dall’altro. Così facendo le tavole di legno riusciranno a sostenere tutto il peso senza curvarsi. Dopo aver tagliato, nella misura occorrente, alcune tavole, le ho posizionate sui travetti e successivamente bloccate con viti. Molto importante, d’ora in poi, prima di passare al fissaggio con le viti è di accertarsi che la giunzione maschio/femmina tra le tavole sia perfetta. Irregolarità del legno o resti di legno derivati da tagli precedenti potrebbero rendere questa operazione difficoltosa. In questo caso, appoggiando uno scarto di legno sulla tavola, battendo con il martello andranno a loro posto. Proseguo con le tavole fino a completare la base e prima del passo successivo mi accerto che l’ingombro totale della base rispecchi il progetto.

A questo punto esistono varie scuole di pensiero e tecniche diverse su come procedere alla costruzione delle pareti. C’è chi le assembla a terra e poi solo dopo le unisce alla base. Io ho preferito costruirle intorno ai 4 pali verticali. Essendo un lavoro artigianale e soprattutto su misura, mettere tavola su tavola, mi darà la possibilità di fare le dovute modifiche in corso d’opera. Procedo quindi a fissare i 4 travetti, della stessa fattezza di quelli usati per la base, ai quattro angoli della base con l’ausilio delle piattine ad L. Attenzione: dovranno essere posizionati quanto più possibile in squadro e all’interno del perimetro, tanto quanto lo spessore delle tavole.

Adesso, il lavoro da eseguire, altro non è che un mero taglio posa ed assemblaggio delle tavole, una sopra l’altra, facendo sempre attenzione all’incastro maschio/femmina. Va controllata sempre la giusta linearità sia in verticale che orizzontale. Il legno utilizzato essendo un po morbido è sempre soggetto a spostarsi o prendere posizioni non desiderate almeno fino a quando non sarà vincolato.

Terminate le pareti della casetta in legno, ad esclusione della porta, è giunto il momento del tetto. A questo punto potrei posizionare subito le tavole in orizzontale fissandole con le viti, sulla parte superiore delle pareti, senza travetti di sostegno. Le misure di questa casetta me lo permetterebbero in quanto stretta e lunga, ma il mio progetto prevede in futuro il posizionamento di un pannello solare e, perché no, anche di un contenitore per la raccolta delle acque piovane per annaffiare i vasi. La scelta è quindi obbligata,.La struttura portante del tetto dovrà essere sicuramente più consistente di quanto lo sono le sole tavole avvitate. Il materiale è sempre lo stesso; travetti 5cm x 5cm e tavole spesse 2,5 cm. Posiziono i travetti sul lato superiore dei quattro pali avvitandoli e fissandoli con le L. In questo modo il peso del tetto graverà oltre che sulle pareti anche sui quattro pali. Conferisco un ulteriore rinforzo fissando longitudinalmente ed equidistanti altri due travetti.

Creata una buona base di appoggio, procedo a fissare con viti o chiodi le tavole una vicina all’altra fino terminare completamente il tetto. Ho preferito far fuoriuscire le tavole, per ogni lato della casetta, di almeno 10 cm in modo tale che l’acqua piovana, scolando, non bagni inutilmente le pareti. Per impermeabilizzare il tetto ho steso prima una mano di asfalto liquido e poi le tegole canadesi con la graniglia. Le tegole canadesi sono molto semplici da posare in opera. Si inizia dal lato declivio del tetto stendendole per tutta la lunghezza e fissandole con gli appositi chiodi a testa larga nei punti in cui la successiva riga di tegole li coprirà. Si prosegue verso il lato più alto del tetto stendendole sfalsate le une alle altre. Per un miglior fissaggio, se si vuole, prima di fissare ogni tegola, si puòscaldare la parte sottostante che, fatta di catrame, si incollerà alla base.

Per costruire la porta, il procedimento è lo stesso utilizzato per assemblare la base dell’intera struttura. Poggio a terra quattro travetti creando un rettangolo e vi fisso sopra le tavole, tagliate della giusta misura, con le viti. Per far si che la porta si apra bene per parecchio tempo ( il legno è soggetto a deformazioni) la costruisco leggermente piu piccola di circa 0.5 cm. Lo spazio che si verrà a creare, obbiettivamente un pò antiestetico, lo coprirò con delle bacchette di legno fissate su tutta la cornice della porta. Per fissarla alla struttura ho utilizzato dei cardini in ferro battuto. A questo punto, non resta che passare alla rifinitura.

La verniciatura.
Questa è la parte, a mio avviso, più bella ed artistica del lavoro dove ci si può veramente sbizzarrire a secondo anche del contesto in cui andremo ad inserire la nostra casetta per gli attrezzi. Per la finitura del legno esistono molteplici metodologie e svariati materiali, che sicuramente tratterò più approfonditamente in apposite schede. Impregnazione, laccatura o a cera sono solo alcune, la differenza tra l’una e l’altra dipenderà in primis dall’uso che si dovrà fare del manufatto (per esempio se stiamo mettendo a posto un mobile da usare in salone o un ripiano per il garage). Nel caso in questione, prima di iniziare, ho fatto alcune valutazioni per scegliere il metodo più appropriato. Questa casetta rimarrà per tutto il suo ciclo di vita esposta alle intemperie ed ogni due o tre anni avrà bisogno di una rinfrescata per non far degenerare troppo il legno. La mia scelta è stata quella di procedere con due o più mani di impregnante all’acqua che con il passare del tempo non sfalda e una mano di flatting trasparente per barche. Ho utilizzato il flatting per dare una bella finitura lucente, cosa che non avviene utilizzando solamente impregnante per l’acqua. Ne ho dato una sola mano in modo che quando si rovinerà è inizierà a sfaldarsi sarà più semplice rimuoverlo e rinnovarlo.

Come Preparare Mandorle Salate

La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la ricetta di un dessert molto semplice e sfizioso, perfetto per accompagnare le serate tra amici o per la festa dei vostri bambini: sto parlando delle Mandorle salate.

Per la realizzazione di questa ricetta ho preferito utilizzare delle mandorle con la buccia: in questo modo riescono ad esaltare al meglio il loro sapore in un contrasto dolce e salato da leccarsi i baffi.

Ingredienti
mandorle, 200gr
albume d’uovo, 2
sale

Tempo di preparazione: 10 minuti

Preparazione
Iniziamo la nostra ricetta partendo dalle uova: apritele facendo attenzione a separare l’albume dal tuorlo, quindi procedete sbattendo il bianco con una frusta manuale o elettrica fino a montarlo a neve ben ferma.

Versate nella ciotola le mandorle e mescolatele con la spuma appena creata, facendo in modo di evitare che la schiuma smonti troppo. A questo punto trasferito il tutto all’interno di una pirofila per il forno e condite con un paio di prese di sale.

Mettete a cuocere il tutto nel forno a 180 gradi per una decina di minuti circa; non appena vedete che il colore delle mandorle diventa ambrato, toglietele dalla cottura e mettetele a freddare. Gustate una volta tiepide.

Come Preparare Marmellata di Melograno

La ricetta che vi voglio proporre oggi riguarda la realizzazione di una confettura dal profumo autunnale, perfetta da gustare soprattutto alla mattina con del pane tostato, ma anche nel pomeriggio in occasione della pausa del the: la Marmellata di melograno.

Per la realizzazione di questa ricetta ho utilizzato dei melograni acquistati in mattinata dal mio fruttivendolo di fiducia: essendo questo frutto molto particolare nel suo sapore, è fondamentale che sia buono e succoso, altrimenti rischiate di compromettere il gusto.

Ingredienti:
melograni, 10
zucchero, una tazzina
mele, 2

Tempo di preparazione: 60 minuti

Preparazione
Iniziamo la nostra ricetta partendo dai melograni: privateli della buccia esterna e raccogliete tutti i grani presenti all’interno in una ciotolina, quindi iniziate a controllarli uno per uno per verificare che siano puliti e senza pellicine.

Riversate poi i chicchi di melograno all’interno di un robot da cucina e frullateli finché non avrete formato una crema omogenea, che andrete a filtrare al setaccio, in modo da evitare i fastidiosi pezzettini dei chicchi interni.

Trasferita la purea all’interno di una casseruola dai bordi molto alti e aggiungete una tazza di zucchero e la polpa di mele tagliata a cubetti (eliminate il torsolo interno); iniziate con la cottura finché il composto no raggiunge l’ebollizione, quindi abbassate la fiamma e proseguite per un’altra mezz’oretta, ricordandovi di mescolare di tanto in tanto, in modo che non si attacchi ai bordi.

Per verificare l’effettiva cottura della vostra marmellata, fate la prova del cucchiaino. Se è pronta, toglietela dal fuoco e mettetela nei vasetti precedentemente sterilizzati, che chiuderete ermeticamente.

Lasciate riposare in dispensa per almeno due settimane prima di gustare.

Come Preparare Insalata di Arancia e Pompelmo

La ricetta che vi vorrei presentare oggi riguarda la preparazione di un contorno molto leggero e saporito, perfetto da abbinare ad un secondo piatto a base di pesce: l’Insalata di arance e pompelmi.

Per la realizzazione di questa ricetta ho preferito utilizzare solamente frutta freschissima di stagione, acquistata in mattinata dal fruttivendolo; per il pompelmo ho preferito quello rosa perché riesce a dare al piatto delle note più dolci.

Ingredienti
arance, 3
pompelmo, 1
melograno, 1
sale, pepe olio

Tempo di preparazione: 15 minuti

Preparazione
Iniziamo la nostra ricetta partendo dal melograno: apritelo a metà e sgranatelo accuratamente, quindi filtrate il succo di ogni singolo chicco in modo da formare un liquido dal profumo molto intenso, a cui andrete ad aggiungere un cucchiaio di olio ed un pizzico di sale e pepe.

Prendete ora gli agrumi, sbucciateli e privateli di ogni traccia della pellicina bianca esterna, quindi tagliateli a fette molto sottili aiutandovi con un’affettatrice e formando tanti tondi simili a quelli dei fiori.

Disponete all’interno di un piatto da portata i fiori di agrumi e conditeli con il condimento al succo di melograno appena realizzato, in modo uniforme. Decorate il vostro piatto con alcuni chicchi che avete messo precedentemente da parte e con delle fogliolne di menta.