Come Preparare le Guide di un Cassetto

Costruire cassetti e montarli non è affatto un lavoro molto complicato, ma si dovranno conoscere i metodi migliori per eseguire questa operazione. Con questa guida potrai imparare ad eseguire una parte importante e fondamentale di un cassetto, ovvero le guide.

Occorrente
Metro e matita
Colla
Chiodi e martello
Listelli di legno duro
Cartoncino
Squadra da falegname

Per potere eseguire le guide di un cassetto potrai utilizzare due metodi. Nel primo, dovrai dotarti di fresa, quindi prendi le adeguate misure e pratica le scanalature nella struttura a scatola del cassetto su cui andrai a montare il cassetto, ma tieni presente che per questa operazione i fianchi stessi del cassetto devono essere sufficientemente spessi in modo che il ribasso della fresatura non li indebolisca.

A questo punto, un altro metodo che puoi utilizzare senza troppe complicazioni, anche perchè è più semplice se pure lo dovrai eseguire con molta precisione, è quello di montare dei listelli. Quindi, per prima cosa stabilisci l’altezza del cassetto e, dopo averlo fatto, misura dove andranno posti i listelli di scorrimento. Segnane la posizione sui fianchi del mobile. Ora incolla e inchioda lungo le linee tracciate un listello di legno duro.

Molto importante è che usi la squadra in modo che l’esecuzione sia accurata e precisa. Ora incolla e inchioda anche il secondo listello di scorrimento, allo scopo interponi un terzo listello, più un pezzetto di cartoncino, per lasciare lo spazio necessario. Quindi incolla e inchioda un pezzetto di legno o di compensato all’estremità posteriore, fra i listelli, per fare da fermo al cassetto.

Come Ammorbidire le Spazzole dei Tergicristalli dell’Auto

Capita abbastanza frequentemente durante alcuni periodi dell’ anno, i tergicristalli dell’ automobile nonostante siano ancora nuovi si induriscono, procurando durante il loro normale utilizzo quel fastidiosissimo rumore raschiante. Se cio’ si dovesse verificare segui questa guida e saprai come risolvere.

L’indurimento dei tergicristalli dell’ auto è dovuto ai cambi di temperatura. In modo particolare d’ inverno con i primi freddi accentua questo problema. Innanzitutto controlla periodicamente un’ eventuale usura delle spazzole, se dovessero essere consumate andranno sostituite. Per dettagli su come eseguire l’operazione è possibile vedere questa guida su come sostituire il gommino dei tergicristalli su Manutenzioneauto.net. Se invece sono ancora nuove e dovessero procurare tale problema, puoi risolverlo in modo semplice, veloce ed economico.

Il primo metodo è quello di strofinare sulle spazzole dell’olio, andrà bene anche del semplice olio da cucina, con l’ aiuto di un panno pulito e lascia agire per tutta una notte. Questo lavoro andrà fatto la sera prima. Il mattino seguente andrà eliminato, con l’ aiuto di un panno pulito e umido qualsiasi residuo d’ olio rimasto sulle spazzole. A questo punto avvia i tergicristalli dopo aver spruzzato dell’acqua, funzioneranno come il primo giorno.

In alternativa al primo metodo, puoi provarne un secondo che consiste in questo: passa sulle spazzole dell’acol denaturato, quello che si usa comunemente per disinfettare le ferite. L’alcol fa riscaldare la gomma cosi’ da ammorbidirla e renderla fluida. Anche l’ alcol andra’ lasciato agire per un po’ di tempo. Prova.

Come Riconoscere uno Zircone

Lo zircone è un minerale che appartiene al gruppo dei nesosilicati e la sua formula chimica è ZrSiO4. Il suo nome deriva probabilmente dal siriaco jaqunta, ovvero dorato, ed indica un silicato di zirconio molto diffuso nelle rocce della litosfera.

Lo si può rinvenire in natura con un colore che varia dal giallo al bruno, passando per il verde, il rosso e il blu, fino a diventare incolore, anche se spesso la sua colorazione viene migliorata sottoponendo la pietra ad un trattamento termico.

A differenza delle altre pietre preziose prese in esame, la storia dello zircone è relativamente recente, dal momento che ha assunto rilevanza soltanto negli ultimi anni, grazie alla straordinaria somiglianza con il diamante. In passato, era posto in commercio con il nome di diamante matara ed era importato in Europa dallo Sri Lanka; solo alla fine del XVIII secolo venne scoperto l’elemento zirconio, che diede poi il nome a questa varietà mineralogica.

Lo zircone si rinviene nelle pegmatiti e nelle rocce filoniane alcaline, ma è possibile trovarlo anche nelle rocce metamorfiche e nei depositi alluvionali. I giacimenti più importanti si trovano in Norvegia, Pakistan, Russia, Canada, USA, Brasile, India e Sri Lanka.zircone rosso

Esistono numerose varietà di zircone, un elenco completo è disponibile in questa guida sullo zircone sul sito Pietrapreziosa.net, tra le quali una delle più note è sicuramente il giacinto, minerale dal tipico colore rosso arancione e dalla lucentezza adamantina, che si rinviene nei depositi alluvionali di Ceylon e della Thailandia. I tipi di taglio che maggiormente valorizzano i pregi della gemma sono quelli a brillante, usati per farne risaltare la lucentezza, e quelli a tavola e a gradini, che conferiscono alla pietra una forma più moderna e piacevole.

Un’altra varietà molto conosciuta ed apprezzata di zircone è quella nota con il nome di starlite, la quale, essendo frequente nei giacimenti della Thailandia, viene denominata anche zircone del Siam. Questa varietà presenta un colore azzurro tenue, con leggere sfumature verdastre, motivo per cui può essere facilmente confusa con l’acquamarina o con il topazio azzurro del Brasile. Sembra che nel luogo di origine, cioè in Thailandia, la colorazione azzurra della starlite venga ottenuta artificialmente, sottoponendo i giacinti a lento riscaldamento. Le forme di taglio più usate per questa pregiata varietà di zircone sono quelle a brillante e a tavola con graduazioni scalariformi.

Infine, l’ultima varietà importante della pietra è quella dello zircone incolore, noto anche con il termine improprio di diamante del Siam che, per l’elevata lucentezza simile a quella del diamante, fu posto in commercio con il nome di diamante di Matara. Pur essendo meno pregiato delle altre varietà di zircone, tagliandolo a brillante oppure a rosa si ottengono pietre molto gradevoli. Inoltre oggi è utilizzato soprattutto per scopi chimici grazie alla presenza al suo interno di una piccola percentuale di elementi radioattivi, come l’uranio e il torio.

Lo zircone si valuta soprattutto in base all’abito, alla durezza, alla lucentezza e alla densità ed è molto richiesto dai collezionisti e dai gioiellieri, nonostante sia una pietra molto fragile e sensibile agli urti.

Come Fare la Ricostruzione Unghie

Mani da fata da realizzare a casa propria, in tutta praticità e convenienza? No, non si tratta di un sogno, almeno non più da quando sono arrivati anche in Italia i set ricostruzione unghie! In questa guida tratteremo dei diversi metodi di ricostruzione esistenti e dei prodotti indispensabili per tale scopo, cominciando dalle origini della manicure per passare poi a spiegare come si fa la ricostruzione unghie.

Storia

L’uso dei cosmetici risale all’antichità: generalmente la loro nascita è attribuita all’Estremo Oriente, dove le varie tipologie di cosmesi esistenti, assumevano significati differenti che variavano da quello ornamentale, a quello religioso, sociale e persino bellico. Secondo le fonti, i primi cosmetici risalgono alla prima dinastia degli Antichi Egizi, durante la quale, grande era la cura riservata al corpo, sia tra gli uomini che tra le donne. Sia nell’Antico Egitto che nell’Antica Cina, si soleva decorare la superficie delle unghie di disegni e tinte mediante lacche e smalti particolari, il cui colore stava a simboleggiare il grado della classe sociale di appartenenza. Tale usanza si diffuse nel corso dei secoli, sino ad arrivare anche presso gli Antichi Romani. Nel XIX secolo grazie alle numerose ricerche scientifiche effettuate nel settore, vennero elaborati prodotti di qualità sempre maggiore ad un costo inferiore e in una varietà molto più ampia rispetto al passato. Nel Novecento, dilagano sempre più smalti per le unghie dalle nuances più svariate e dai prezzi generalmente modici. A partire dalla fine del primo conflitto mondiale, le donne poterono finalmente accedere a ruoli prima prettamente maschili, dando vita di conseguenza, ad una vera e propria rivoluzione anche nel campo della moda: le gonne si accorciano, i pantaloni entrano a far parte anche dei guardaroba femminili ed anche l’estetica fa passi da gigante. E quindi come l’abbigliamento, anche il trucco e la decorazione delle unghie subisce considerevoli mutamenti nel corso degli anni: dal rosso scarlatto delle unghie delle avvenenti dive degli anni ’50, alle unghie con bordo bianco ben evidenziato (la prima french manicure) degli anni Sessanta, dalle unghie esageratamente lunghe (e per questo spesso finte) degli anni ’70 alle fantasiose unghie dai colori sgargianti degli anni Ottanta. In questi vent’anni anche se diverse sono state le tendenze in fatto di tinte, la cura delle mani ha interessato sempre la stessa tecnica della manicure, consistente nel tagliare, pulire e limare le unghie per poi passare, infine, alla stesura dello smalto. Talvolta, si passava all’applicazione di unghie finte se si desiderava nascondere delle antiestetiche unghie rosicchiate o rendere più audace il proprio stile. Per le attuali ricostruzioni unghie bisogna però aspettare la metà degli anni ’90, quando si diffusero nel mercato statunitense attività conosciute come la “Nail Extension”, la “Nail Sculpture” e la “Nail Art”. Difatti, grazie alla diffusione di tali tecniche e all’ausilio di speciali resine, gel ed apposite “tips”, si poté per la prima volta ricostruire la superficie dell’unghia donandole un aspetto assolutamente naturale. Oggi, in Italia, le ricostruzioni e le modernissime tecniche della decorazione unghie stanno divenendo un fenomeno sempre più dilagante: smalti multicolor, cristalli, polveri lucenti, mini tattoo, brillantini e persino swarovski impreziosiscono e fanno delle unghie una vera e propria opera d’arte, adesso, realizzabile anche entro le mura della propria dimora.

Ricostruzione unghie in gel

Tra le molteplici tecniche della ricostruzione unghie quella in gel è senz’altro la più praticata e veloce. Tanti sono i tipi di gel utilizzati per tale scopo, ognuno dei quali presenta proprie caratteristiche ed assicura risultati differenti. Anche il loro utilizzo varia: alcuni gel vengono applicati sull’unghia naturale per alimentarne la resistenza e la lucentezza; altri invece, mediante l’ausilio di apposite cartine da stendere sulla superficie ungueale, permettono la sua ricostruzione; talaltri vanno applicati dopo aver allungato le unghie con delle tips (estensioni in plastica o simili). Questi gel oltre a far ottenere risultati ottimali in tempi brevissimi, presentano altri numerosi vantaggi. Innanzitutto, sono completamente atossici e non irritanti, e per questo indicati anche per le persone dalle mani estremamente sensibili o affette da onicofagia; inoltre sono inodori e asciugano molto rapidamente grazie all’apposita lampada a raggi U.V., che grazie alla sua azione polimerizzante dona un perfetto effetto bombato all’unghia. L’unghia ricostruita con tale metodo, non necessita di alcuna limatura, poiché i gel utilizzati sono autolivellanti, e la struttura dei loro contenitori permette di dosare in modo accurato il prodotto evitando inutili sprechi, fastidiosi residui da eliminare e/o eventuali contaminazioni. Però tale metodologia di ricostruzione unghie, per quanto rapida e soddisfacente, necessita di alcune accortezze essenziali per evitare sfaldamenti del gel sull’unghia o altri problemi.

Per esempio può verificarsi che il gel non aderisca o non s’indurisca come previsto a causa di un’insufficiente limatura dell’unghia naturale o della tip prima della ricostruzione: quest’ultima deve essere accuratamente privata della sottile pellicola di grasso che la riveste utilizzando specifici prodotti sgrassanti (non a base di acetone), che l’asciughino e l’opacizzino al tempo stesso. E’ bene assicurarsi anche che lo strato di gel applicato non sia troppo sottile e che, se colato sulla pelle venga immediatamente pulito, al fine di evitare che questo a lungo andare si sfaldi in piccole scaglie. Infine per evitare altri inconvenienti, utilizzate sempre prodotti monomarca, poiché ogni prodotto ha la propria composizione e quindi le proprie peculiarità in fatto di asciugatura sotto la lampada U.V. .

Ricostruzione unghie in acrilico

Si opta per una ricostruzione unghie in acrilico quando ci si trova ad un livello avanzato di onicofagia o quando si suona abitualmente la chitarra classica. Difatti, in suddette situazioni, le unghie si presentano troppo rosicchiate e deboli per supportare una ricostruzione unghie effettuata mediante gel. Tale metodologia richiede una maggiore esperienza nel campo dell’estetica vista la velocità impiegata dall’acrilico di indurirsi, una volta applicato. L’acrilico si presenta come una speciale resina di natura sintetica polverulenta in grado di trasformarsi in una piccola sfera semi-fluida, una volta miscelata con un apposito liquido polimezzatore. Tale sfera dev’essere stesa sulla superficie ungueale con estrema cura e rapidità, poiché tende ad asciugarsi in pochissimo tempo ed in maniera del tutto naturale, e quindi senza l’ausilio di una lampada a raggi U.V. Terminata la fase della stesura della resina, bisogna perfezionare la forma e la lunghezza dell’unghia attraverso un’accuratissima operazione di limatura. Tuttavia se ci si trova di fronte ad un caso di onicofagia estremamente avanzata, si può ricorrere all’applicazione di tips per unghie: la tip viene incollata sull’unghia naturale e fissata con una passata d’acrilico uniforme, di modo da riprendere la tipica curva a “C” dell’unghia. Generalmente i colori delle polveri acriliche impiegate nella ricostruzione unghie variano dal trasparente al rosa naturale o vivo, anche se sono disponibili in colori diversi per soddisfare qualunque tipo di richiesta. E’ bene ricordare che come nella ricostruzione in gel, anche in quella in acrilico occorre seguire rigorosamente delle regole per evitare la rottura, lo sfaldamento e il sollevamento parziale o totale della ricostruzione:

a) limare perfettamente l’unghia naturale/artificiale per consentire la massima aderenza della resina; b) assicurarsi che le unghie siano ben asciutte e spolverate; c) dosare la giusta quantità di liquido catalizzatore nella polvere acrilica; d) non posizionare troppo vicino alla cuticola la polvere acrilica. Terminate tutte le fasi della ricostruzione, potrete dilettarvi nella smaltatura e nella decorazione delle unghie fino al raggiungimento del risultato da voi desiderato.

La Nail Art delle unghie

Una volta praticata la vostra bella ricostruzione unghie non potrete fare a meno di decorare ed impreziosire le vostre “nuove” unghie con smalti e piccoli elementi decorativi. Perché una mano con delle unghie ben curate può permettersi di sfoggiare un look sbarazzino e very glam! Tuttavia le decorazioni per le unghie esistevano già prima dell’affermazione di questa tecnica, ma data la superficie troppo liscia (e quindi poco aderente) dell’unghia non ricostruita, i risultati lasciavano spesso a desiderare, perché fragili e poco duraturi. Oggi, invece, è possibile conservare per diverso tempo gli elementi decorativi (come polveri glitterate) sulle vostre unghie, poiché alcuni di questi possono essere inseriti durante le fasi di stesura dei gel impiegati nella ricostruzione, e quindi permanere per tempi sicuramente maggiori. Ma quali decorazioni è possibile apporre su delle unghie ricostruite? Ce ne sono veramente per tutti i gusti e per tutte le tasche: farfalle, stelline, fiori e cuori sintetici; romantici fiori secchi o in porcellana; polveri glitter e brillantinate dai colori più svariati; cristalli multicolor e preziosi swarovski. Se però siete in cerca di una decorazione che faccia delle vostre unghie delle vere e proprie opere d’arte, rivolgetevi ad un’estetista in ricostruzione unghie: quest’ultima saprà cosa consigliarvi, e soprattutto creerà con apposite nail art pens a gel e/o con il decoratore con la punta di ferro (novità assoluta nel campo!) degli stupendi motivi geometrici, astratti e floreali. Tuttavia esistono decorazioni molto meno impegnative (e per questo molto più adatte) a chi si cimenta per la prima volta nell’accattivante mondo della “Nail Art”: stickers dalle molteplici tinte, smalti dalle tinte pastello e dagli effetti originali, cristalli ed elementi decorativi in rilievo tutti adesivi e staccabili più facilmente rispetto a quelli descritti in precedenza. Ma non finisce qui! Vi sono anche anelli a farfalla per i piedi e gli eccentrici “Nail Piercing” con ciondoli e forme divertentissime, da applicare preferibilmente sull’unghia ricostruita.. Mentre, per chi vuole cambiare il look delle proprie unghie solo per un evento mondano, può farlo grazie ai rivoluzionari kit “nail art airbrush nails” contenenti delle unghie predecorate da applicare in tutta praticità con l’apposita colla inclusa.

Set per la ricostruzione unghie

Alla base di un buon e duraturo effetto vi è l’utilizzo di articoli e materiali per la ricostruzione delle unghie di qualità professionale. Tutti i materiali e tutti i prodotti, infatti, sono indispensabili alla buona riuscita della ricostruzione e per questo, vi consigliamo di acquistare esclusivamente prodotti delle migliori marche del settore. Risulta essere importante, a questo proposito, farsi consigliare dalla propria estetista di fiducia, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti. I migliori set per la ricostruzione unghie sono così composti:

Lime: rivestono una notevole importanza in tutte le tecniche di ricostruzione, poiché esse preparano l’unghia naturale e/o artificiale all’applicazione dei gel o delle polveri acriliche necessarie al processo di ricostruzione e al perfezionamento dell’unghia costruita. Le lime presentano due facce (entrambe utilizzabili), si differenziano a seconda della grana e solitamente sono contrassegnate da numeri: più è basso più la grana e grossa.

Gel: da utilizzare esclusivamente nella tecnica di ricostruzione in gel, sono disponibili in flaconcini da 15 ml (almeno) e in tre differenti colorazioni (trasparente, rosa e bianco). Diverse sono le tipologie: vi sono gel monofase che completano la ricostruzione in una sola applicazione, e quelli della tecnica trifase che la completano attraverso l’applicazione di tre differenti tipologie di gel.

Pennelli: per un risultato ottimale un set che si rispetti annovera al suo interno anche pennelli di qualità elevata, realizzati in peli di martora proprio come quelli dei pittori. Per la stesura dei gel, i piccoli ritocchi e le decorazioni, i pennelli più indicati sono quelli piatti e dalla punta sottile, i quali, oltre a non perdere peli, assicurano precisione fin nelle più delicate delle operazioni.

Fissatore smalto: sotto il calore della lampada U.V. permette un’ancor più rapida asciugatura dello smalto, rendendolo più lucido e resistente nel tempo.

Tips: conosciute anche come protesi plastiche resistenti e al tempo stesso flessibili, permettono di allungare l’unghia naturale della lunghezza desiderata.

Solvente: utilizzato per eliminare tracce di smalto, sporcizia e grasso dall’unghia prima di procedere con le operazioni di limatura.

Olio per cuticole: indispensabile per ammorbidire le cuticole e per rendere meno dolorosa la loro rimozione.

Lampada a raggi U.V.: elemento portante del set per la ricostruzione unghie in gel, poiché consente di polimerizzare e quindi di indurire nell’arco di pochissimi secondi il gel applicato. Queste lampade sono in genere disponibili a due o a quattro bulbi di raggi U.V. e la loro potenza varia dai 9,36 ai 45 Watt.

Molto interessante.

Come Riparare i Tergicristalli

Cambiare i tergicristalli è un operazione semplicissima, cambiamo i vecchi con i nuovi. Ma perchè cambiarli se possiamo rigenerarli facendoli ritornare nuovi con pochi e semplicissimi passi? Ecco quindi che vi spiego come riportare a nuovo i tergicristalli della vostra auto.

Se ci riusciamo e se vogliamo che la rigenerazione dei nostri tergicristalli avvenga, dobbiamo prenderci l’unico fastidio di smontarli dal parabrezza, tutto qui. Una volta smontati, riempiamo una vaschetta di alcol etilico in dimensioni buone per immergerci i tergicristalli, e attendiamo per circa un’ora.

tergicristalli

Dopo che è trascorso il tempo di immersione, tiriamo fuori i tergi cristalli e facciamo asciugare naturalmente al vento oppure al sole, oppure aiutatevi con un asciugacapelli, l’importante è non asciugarli con stracci o panni. A questo punto prendiamo dello spray sbloccante, lo troviamo in qualsiasi ferramenta o meccanico.

Con lo spray imbeviamo uno straccio, e puliamo per bene la gomma dei nostri tergicristalli, facciamo questa operazione energicamente, fate più ripassate facendo prima asciugare il prodotto e poi ricominciare. A questo punto possiamo rimontare i tergicristalli e vedrete che saranno tornati nuovi e perfettamente funzionanti.