Come Comporre un Saggio Breve

Se per motivi di studio o di lavoro hai la necessità di comporre un saggio breve puoi seguire questa guida e ottenere un buon lavoro. Per scrivere un saggio breve devi tener presente che è necessario ricorrere ad un registro linguistico e stilistico più formale ed elevato. La forma saggistica si usa infatti per rivolgersi a chi ha un particolare interesse per la disciplina trattata e possiede già un bagaglio di conoscenze.

Il saggio che intendi comporre deve partire comunque dai documenti che vengono allegati. Dopo aver esposto i contenuti dei documenti ti avvierai alla fase argomentativa vera e propria. Per comporre il saggio devi dunque analizzare attentamente e schedare i contenuti dei documenti che vuoi proporre, esporre in maniera chiara e ben strutturata i dati che emergono dai documenti che hai allegato.

Stila una scaletta su cui strutturare gli argomenti che intendi esporre, e che faccia da guida nel seguire il filo del discorso senza inutili dispersioni. Suddividi in paragrafi le argomentazioni in modo da rendere ordinata l’intera esposizione. Rispetta all’interno di ogni paragrafo e del testo in generale i criteri di coerenza e coesione, esponi, quindi, gli argomenti in modo logico e consequenziale.

Per ricapitolare: analizza la consegna e scegli accuratamente il materiale da utilizzare; rintraccia in ogni documento allegato i concetti fondamentali, che devi ampliare con conoscenze di studio e/o personali, sempre attinenti alla tesi proposta; stendi la scaletta; utilizza uno stile preciso e chiaro, non espressivo o troppo personale.

Come Cambiare il Filo di un Freno della Bici

Se hai una bicicletta non è difficile ti sia capitata la rottura o l’usura del filo del freno, sei andato da un riparatore per fartelo cambiare. In questa guida ti spiego come fare e vedrai che non è per nulla difficile, è una operazione che puoi benissimo fare tu.

Occorrente
Pinza
Chiave per svitare bulloni bici
Filo del freno
Grasso

Per iniziare munisciti del filo del freno della bici acquistandolo per pochi euro in un negozio di ricambi. Vai sul freno nel quale devi sostituire il filo, se anteriore o posteriore, svita il dado che tiene il filo metallico ed esci lo stesso dal nottolino che lo trattiene. Ora vai sul manubrio e stringi la leva del freno rotto.

Agendo proprio come se volessi frenare. Noterai che riportando la leva al suo posto, uscirà il nottolino che tiene il filo del freno. Infatti il filo è formato da tanti fili metallici attorcigliati su di loro, questi da un lato hanno un nottolino mentre dal lato opposto sono liberi. Tira il nottolino in modo da sfilare il vecchio filo da dentro la guaina.

Fatto questo devi mettere il nuovo filo, Mettiti vicino al manubrio ed infila nella guaina il filo dal lato senza nottolino, mentre lo infili metti un poco di grasso in modo che questo scorra bene lungo la guaina. Appena infilato tutto, prendi la parta che esce all’altro lato della guaina, dove c’è il freno e la infili nel buchetto che ha il nottolino tenuto dal dado, tira il filo fino a quando ti sembra che freni bene e poi stringi il dado con la chiave inglese. Taglia in filo in eccesso servendoti della pinza.

Al termine è necessario fare la regolazione seguendo questa guida sul sito Ilciclismo.com, in modo che la ruota non tocchi nei pattini del freno.

Come Organizzare un’Ora di Allenamento per il Nuoto

Con la quotidianità frenetica cui siamo abituati, non è semplice riuscire ad incastrare gli orari per potersi permettere l’allenamento fisico di cui si ha bisogno: proprio per questo motivo, sono in molti ad optare per nuoto libero, quando ci si vuole iscrivere in piscina. Se si hanno già le basi del nuoto, infatti, ci si può organizzare in piena autonomia anche con gli orari, riuscendo quindi a gestire meglio il proprio tempo. Ma come allenarsi per riprendere il proprio ritmo senza un allenatore?

Se è vero che il nuoto libero è estremamente comodo per la gestione del tempo, è anche vero che se ci si dedica a questo sport senza avere un allenatore è importante compensare la mancanza del trainer con tanta forza di volontà e tanta tenacia.

La presenza di un allenatore, infatti, oltre ad essere molto importante per l’insegnamento di tecniche che non sono ancora state apprese, aiuta da un punto di vista emotivo a dare il meglio di sè, sprondando durante l’allenamento a fare sempre meglio.

Quando quindi questa importantissima figura viene a mancare, è importante riuscire a colmarne l’assensa sforzandosi di eseguire un allenamento serio, senza buttare un’ora, che altrimenti rischia di essere sprecata, sguazzando in piscina senza darsi regole.

Risulta essere quindi fondamentale entrare in acqua con una precisa idea degli esercizi che si vogliono eseguire e dei risultati che si vogliono raggiungere di sessione in sessione, naturalmente sempre adatti alle proprie capacità ed esperienze.

Se si ricomincia a fare sport dopo tanto tempo, si può cominciare con una sessione di circa quindici, venti minuti, cercando di raggiungere l’ora completa nel giro di circa cinque o sei sessioni di allenamento.

La cosa più importante è puntare sulla continuità e la qualità dell’allenamento, più che sulla velocità ed il numero di vasche: se infatti la prima volta che si entra in piscina dopo tanto tempo si parte immediatamente con una velocità troppo elevata, ci si rischia di fermare dopo un paio di vasche, con il fiato corto ed i muscoli delle braccia gonfi, compromettendo l’intera seduta di allenamento.
Meglio quindi puntare su un ritmo molto più basso, cercando allo stesso tempo di non andare troppo lentamente, ma cercando di mantenere lo stesso ritmo cardiaco, molto più utile, per un numero maggiore di vasche. Per fare questo può essere utile un cardiofrequenzimetro, che può essere scelto tramite questa guida sul cardiofrequenzimetro per nuoto presente sul sito Ilnuotatore.com.
Naturalmente la prima volta non si riusciranno a fare più di due vasche per volta, riposandosi ogni due o tre vasche per riprendere fiato, ma nel giro di qualche sessione si riuscirà a fare l’intera ora quasi senza fermarsi, oppure riprendendo fiato ogni quindicina di vasche.

Oltre al ritmo, è molto importante darsi un vero e proprio programma di stili cui dedicarsi nel corso dell’ora di training: se si è abbastanza esperti di nuoto, si possono utilizzare i quattro stili fondamentali, per potersi allenare in modo più completo e trarre quindi dall’ora in acqua il massimo beneficio.

Per scaldarsi, per esempio, di può utilizzare lo stile “rana”: si tratta infatti dello stile apparentemente meno faticoso, che riesce però a coinvolgere tutti i muscoli del corpo, fungendo perfettamente da riscaldamento.
Quindi si può passare a concentrarsi sugli altri stili, alternandoli per rendere l’ora di allenamento più produttiva e, soprattutto, meno noiosa, variando continuamente i movimenti e coinvolgendo tutta la muscolatura.

Se si vuole per esempio raggiungere il traguardo delle sessanta vasche orarie, una al minuto, si può strutturare iniziano con quattro vasche di rana, continuando con una vasca per stile in ordine alfabetico: delfino, dorso, rana e stile libero.
A questo punto si potrà proseguire con questa alternanza di quattro vasche in quattro vasche, variando in modo progressivo l’ordine alfabetico: il secondo ciclo di vasche, quindi, sarà dorso, rana, stile libero e delfino, quello successivo rana, stile libero, delfino e dorso, e l’ultimo stile libero, delfino, dorso e rana. Il ciclo completo, quindi, sarà di sedici vasche, e potrà essere ripetuto una volta nelle prime sessioni, due volte nelle successive, per progredire man mano che si migliora con i tempi di allenamento.
Già ripetere il ciclo tre volte nel corso di una sessione, permette di fare quarantotto vasche di fila, magari puntando a fermare per prendere fiato soltanto dopo ogni ciclo intero, mantendendo in questo modo un ritmo cardiaco più elevato.

Questi cicli potranno essere concentrati nella parte centrale dell’allenamento, come momento di maggiore sforzo e di ritmo cardiaco più alto (per capirsi, la fase dell’allenamento in cui si brucia più energia), particolare che interessa soprattutto chi si dedica a questo tipo di sport per riacquistare la forma fisica.
Dopo avere terminato i cicli, quindi, si potrà di nuovo abbassare il ritmo, per far scendere gradualmente il ritmo cardiaco, dedicandosi magari a quattro vasche di dorso e a quattro di rana, per poi fermarsi ed uscire dall’acqua.

Altro modo per variare l’allenamento ed evitare la noia di una sessione tutta uguale, è quello di utilizzare gli attrezzi spesso messi a disposizione dalla stessa piscina, oppure acquistabili, per averli personali, in qualsiasi negozio o catena di abbigliamento e accessori sportivi.

Si può quindi utilizzare, ad esempio, la classica tavoletta galleggiante, che, già da sola, permette moltissimi esercizi che aiutano ad allenare tutti i muscoli ridisegnando l’intero fisico in breve tempo.
Con la tavoletta, infatti, si può fare qualche vasca tenendola con le mani, a pancia sotto, testa in fuori, allenando in modo mirato i muscoli delle gambe e quelli dell’addome e dei fianchi. Dedicare in ogni allenamento almeno otto vasche a questo attrezzo, permette di ridisegnare presto il giro vita.

Allo stesso modo, si può fare stile libero tenendo la tavoletta stretta tra le gambe: questo esercizio è importante per allenare le braccia, anche se forse più adatto a chi vuole rinforzarsi. Indubbiamente, però, diverse vasche di questo esercizio aiutano ad acquistare una grandissima forza negli arti superiori e nelle spalle.
Se si vuole eseguire questo esercizio in modo ancora più efficace, si può acquistare direttamente l’anello che blocca i piedi all’altezza della caviglia, costringendo quindi nella corretta posizione e sollecitando ancora di più i muscoli dei fianchi e della schiena.

Per andare invece più veloci ed imparare a gestirne l’utilizzo si possono provare le pinne: anche queste hanno bisogno di grande allenamento per impratichirsi con il loro uso, ma permettono un allenamento ben più veloce, e quindi una frequenza cardiaca molto più alta, naturalmente indicata solo ed esclusivamente a chi è già bene allenato.

Insomma, le possibilità in acqua sono davvero molto: quello che è davvero importante è fare attenzione ai propri limiti, senza esigere troppo dal proprio corpo, e allo stesso tempo avere la tenacia sufficiente a continuare il proprio allenamento a dispetto della stanchezza e della voglia di fermarsi a riprendere fiato, nonostante la mancanza di un allenatore che ci pungoli dal bordo piscina.

La costanza e la tenacia nel rispettare gli orari e gli stili imposti dal nostro programma, darà immediatamente i suoi frutti, conquistando in breve tempo traguardi sempre maggiori e mantenendo il fisico allenato e in forma, come soltanto il nuoto sa fare.

Come Allenare Braccia in Palestra

Avere delle braccia forti e ben modellate, rappresenta il sogno di tanti uomini e, seppur in misura minore, anche di molte donne. Ma, allenarle in palestra, richiede una certa dose di impegno e di continuità, perchè essendo muscoli piccoli, tendono a crescere con fatica e, in un attimo rischiano di scomparire.

Se vuoi rendere i muscoli delle tue braccia, più forti e tonici, devi recarti in palestra e programmare un ciclo di allenamenti, definiti a “Target”, in grado di privilegiare questa parte del tuo corpo. Ricordati che, dovrai lavorare in sessioni separate, i Bicipiti, cioè la parte anteriore del muscolo del braccio e, i Tricipiti che ne costituiscono la parte posteriore. E, non dovrai dimenticare gli avambracci, che lavorerai ad ogni seduta di allenamento.

La sessione dedicata al Bicipite, devi iniziarla con un buon riscaldamento fisico generale, utilizzando Step, Tapis Roulant, Spin Bike o, ciò che preferisci, per un tempo non inferiore ai 20 minuti. Fai stretching e poi, prendi una panca, rialza lo schienale a angolo retto e, rivolgiti ai manubri in rastrelliera. Scegli un peso di partenza che, ti permetta almeno 30 ripetizioni, impugnalo e una volta seduto con le gambe avanti piegate, parallele e vicine, il busto eretto, effettua delle distensioni delle braccia con successiva compressione del Bicipite, portando il manubrio al petto. Fai 3 serie da 30 ripetizioni, 2 serie da 12, 8,6 e 1 serie da 4. In questa fase, come in tutto il lavoro alle braccia, si allenano anche i muscoli dell’avambraccio.

Lavora sempre molto lentamente e, fra una serie e l’altra, osserva almeno 2 minuti di riposo, aumentando progressivamente il carico. Finito questo primo step, passa ad un esercizio classico per le braccia, il Bilanciere. Mettiti di fronte ad una rastrelliera dove avrai ordinato i bilancieri con carichi progressivi e diversi. Impugna il bilanciere, distendi le braccia lungo il corpo, contrai bene l’addome per mantenere ferma la schiena ed evitare infortuni. Inspira e contrai, portando il bilanciere verso il petto e chiudendo bene l’angolo al gomito, espirando in modo veloce. Mentre scendi, per riportare il carico verso il basso, inspira lentamente.

Anche al bilanciere, prevedi lo stesso numero di serie e ripetizioni. La sera che dedicherai ai Tricipiti, prevedi lo stesso tipo di fasi preparatorie, con riscaldamento e stretching. Utilizza, se sono disponibili, macchine specifiche per i Tricipiti, oppure lavora alla panca orizzontale. Prendi il bilanciere e, distenditi sulla panca, con le gambe piegate e unite avanti e bilanciere alto all’altezza delle spalle. Mantieni una impugnatura stretta e supina, (devi vedere il dorso della mano e non le dita), larghezza delle spalle e, fai scendere il bilanciere verso la fronte, piegando le braccia. 3 serie da 30 ripetizioni, 2 da 12 e 1 da 8, 6, 4. Effettua sempre due esercizi diversi come allenamento, con lo stesso set di serie e ripetizioni.

Come Allenare Pettorali in Palestra

I muscoli del petto, sono ritenuti molto importanti, sia per le donne che per gli uomini. A tutti piace presentarsi, in particolar modo l’estate in spiaggia, con una muscolatura del petto tonica e, capace di conferire grande fascino sia al modo di cammimare, sia al portamento eretto a cui ci abitua.

Una volta giunti in palestra, il primo passo da compiere, a prescindere dal sesso di appartenenza, è quello di praticare un buon lavoro aerobico di riscaldamento e stretching. Potete orientarvi su 15 minuti di step a intensità variabile, quindi partendo in agilità e aumentando l’intensità negli ultimi 5 minuti, per poi defaticare la muscolatura e procedere negli allungamenti specifici per tutto il corpo.

Ora, siete pronti per affrontare gli attrezzi, e gli allenamenti si diversificano fra uomini e donne. Se sei un uomo, rivolgiti come primo attrezzo al Pull Over, e applica un carico in piastre di ferro, che ti permetta un numero di ripetizioni pari a 30. Nell’esecuzione, mantieni un tempo di contrazione pari a 3 secondi, che conterai mentalmente, mentre per il ritorno ne utilizzaerai almeno 5. Le serie sucessive, saranno rispettivamente di 15 ripetizioni, 10, per concludere con una pesante che ti permetta 7 o 8 ripetizioni al massimo.

Attuando lo stesso sistema di allenamento con serie e ripetizioni, chiamate Piramidali, utilizza il Bilanciere su Panca Inclinata e, concludi la preparazione compiendo delle Croci con Manubri su panca sempre inclinata. Se sei una ragazza, applica lo stesso sistema Piramidale, come numero di serie e ripetizioni, ma utilizza i Macchinari Specifici da Palestra, come la Pectoral Machine, il Pull Over e il Lat Machine, senza adoperare i bilancieri o i manubri.